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espressionismo tedesco

2258Il volume, pubblicato in occasione della mostra in programma a Palazzo Grassi a partire dal 6 settembre all’11 gennaio 1998, ripercorre la vicenda storico-artistica di uno dei movimenti culturali più significativi del nostro secolo. L’espressionismo, che pure ha avuto illustri epigoni anche nel resto d’Europa, viene rivisitato qui nella sua dimensione più peculiare, cioè dalla sua origine al suo sviluppo nell’ambito della cultura tedesca all’evoluzione raggiunta attraverso l’interpretazione di grandi artisti del nostro secolo in ambito mondiale. Con il contributo di pregevoli autori, il catalogo ripercorre le tappe del movimento artistico tracciando una liaison tra avvenimenti politici, entusiasmi sociali, guerra e pensiero colto, delineando la complicata gestazione del fenomeno riconosciuto in arte come espressionismo e che a prescindere dalla radice pittorica di estrema originalità ha determinato un mutamento culturale cui ancora oggi siamo debitori.

Espressionismo tedesco: arte e società
a cura di Stephanie Baron e Wolf-Dieter Dube
1997, Bompiani
Formato: 21 x 28,5; 400 pagine;
Illustrazioni: bianco e nero e a colori, numero non riportato
Confezione: Brossura
Stampato su carta. R4 New Matt Satin 150 g/m delle Cartiere Burgo
Lit: 85.000
ISBN 88-452-3532-7
Bombiani, via Mecenate 91, Milano


in biblioteca succursale

per approfondire
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=2004&IDCategoria=72

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L’arte del pittore ha inizio con la costruzione dell’opera; da ciò Bouleau elabora una cronistoria esauriente dei procedimenti di composizione pittorica.
Dopo aver studiato la scala e la prospettiva monumentale, dalla chiesa romanica all’arte barocca, l’autore analizza i procedimenti compositivi in epoca medievale: un metodo sostanzialmente geometrico, basato sulla proporzione aurea e la simmetria.
Nel Rinascimento, analizzando le opere di grandi artisti, compare invece una costruzione di tipo aritmetico che riprende le leggi della musica. Vengono poi le composizioni dinamiche dei manieristi e dei barocchi e l’ultimo secolo e mezzo con le impaginazioni originali in Degas o le sintesi di luce e geometria in Seurat e Cézanne.
E Bouleau traccia l’inventario delle soluzioni contemporanee: i cubisti, Matisse, Kandinskij, Pollock, Mondrian, per i quali la composizione non è più uno dei modi di valorizzare il quadro, bensì l’oggetto stesso della ricerca pittorica.

Ne La geometria segreta dei pittori, Charles Bouleau sostenne la tesi di una diffusissima presenza della sezione aurea nei pittori prerinascimentali, quali Giotto, Duccio e Cimabue, in un’ epoca ben precedente la pubblicazione del De divina proporzione, e questo per sostenere, come egli afferma, la tesi del rapporto aureo quale canone estetico riconosciuto a priori, anche se non vi sono evidenze, in tale direzione, da parte di nessuno dei maggiori esperti dei tre pittori.

La geometria segreta dei pittori di Charles Bouleau
traduzione di Massimo Parizzi
Electa, Milano c1988, pag. 339, ill.
attualmente fuori catalogo


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