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Archive for the ‘scrivere patchwork’ Category

Tutto cominciò in ritardo una mattina di settembre. La vigilia dell’inizio delle lezioni nella mia nuova scuola. Un martedi, forse, non ricordo…ormai è un tempo passato. Quello che ricordo esattamente di quel giorno è che non volevo alzarmi. Uno strano presentimento mi aveva accompagnata il giorno prima, tutta la notte e anche l’alba di quel martedi…ok era un martedi…continuavo a rigirarmi nelle lenzuola senza pace, mentre il mio gatto, Babus si lamentava del mio strano comportamento.  Lo capivo, il felino, lui non aveva mai sofferto d’insonnia. Forse era stato quello strano ultimo appuntamento con Franco che mi agitava. Franco Battaglia, ché il cognome sempre tradisce, era il mio compagno di classe e di banco più mite che avessi conosciuto. Fino alla terza media. Ora ci dividevamo. Lui aveva scelto gli studi classici, io mi sentivo più portata per l’arte e poi abitavamo distanti e nessun mezzo pubblico ci collegava. Era in ritardo settembre. E quel martedì all’appuntamento lo sarei stata anch’io .

Tutto era cominciato per un libro…[continua…]

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Erompe l’alba su di un mondo nuovo, una giungla in cui gli spiriti magri vagano con artigli aguzzi. Se io sono una iena, sono una iena magra e affamata: vado a ingrassarmi. Henry Miller, Tropico del cancro

scrivere patchwork mettere alla prova cioè la propria fantasia provando a turno ad agganciarsi  prima ad un incipit proposto e poi al seguito della storia, continuando ad andare avanti, di frase in frase,  di paragrafo in paragrafo, di pagina in pagina, fino a formare una bozza, un racconto e poi magari un libro, cercando insieme di intrecciare i fili di una (ragna)tela che possano avere un legame con quello che è stato scritto prima e che tengano aperta la strada o che ne traccino/[in]tralcino delle altre per chi scriverà dopo…strade diverse, parallele, incidentali, congruenti o in controsenso, ma che (è geometria?)  tuttavia nessuno sa dove arriveranno… chi vuol provare? La sfida è aperta a tutti i letterati/pionieri studenti e studentesse della squola…anche agli ex wilds…anche ai prof… vediamo che ne esce fuori…

come fare…

1) leggere l’incipit* proposto e/o il testo completo del racconto sviluppato**
2)scrivere una o più frasi, un dialogo, un brano, quello ke si vuole che abbia/no relazione (o meno) con ciò che si è letto (e si spera, capito?)…
3) postare direttamente o con copia e incolla, nell’apposito blog (ke adesso indico) con il titolo in testa (che adesso propongo, ma si accettano altre proposte) il testo (de)scritto…
4) aggiungere nome e/o nickname e se si vuole cognome, classe, indirizzo (no quello di casa) l’indirizzo di studi…
5) inviare…e aspettare…

*incipit = inizio, attacco
**è consigliato, prima di scrivere e postare, rileggere tutto ciò che è stato già elaborato per avere un’idea migliore di cosa e come com/porre…

cosa succede poi

…il testo arriva, viene letto, revisionato e corretto se necessario e poi postato di seguito nel suo spazio….e così di seguito…fino alla fine del libro…(1734 pag. circa, un kollossal)

la proposta
ualà…Giallo scolastico (stiamo in tema…ce ne sono di gialli a scuola nostra…uh se ce ne sono…)

intanto prima che arrivi l’incipit di Giallo scolastico…leggere (se si vuole) queste possibili suggestioni…

Z.1 Zanardi M., Andrea Pazienza/Oscar Glioti (rivisto e adattato alla bisogna)

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